PREVENZIONE

La prevenzione è definita come "serie di comportamenti volta ad impedire l'instaurarsi di una malattia" e in odontoiatria è sicuramente l'arma più importante a disposizione contro l'insorgenza della carie delle erosioni dentali.

Ecco in cosa consiste la prevenzione in odontoiatria:

1 - in una regolare alimentazione;

2 - in una corretta igiene orale;

3 - nell'uso del fluoro;

4 - nelle costanti e periodiche visite dal dentista;

5 - nella sigillatura dei solchi.

 

Nel nostro studio abbiamo inserito un protocollo di prevenzione personalizzata per la prevenzione e la diagnosi precoce che si basa sull'analisi dei principali fattori che entrano in gioco nella formazione e nello sviluppo della carie attraverso il TEST DELLA SALIVA.

 

   

1 - ALIMENTAZIONE


Abitudini alimentari corrette portano ad una buona salute dei denti. Come tutto il
resto del corpo, anche la bocca necessità di una dieta bilanciata.
Ogni volta però che alimenti contenenti zucchero o amido vengono a contatto con il
cavo orale, acidi nocivi possono attaccare i denti e nel tempo dare origine alle carie.
Generalmente questo accade se tali cibi vengono lasciati in bocca per un periodo di
tempo sufficientemente lungo senza poi correre a lavarsi subito i denti.
Il cibo può danneggiare i denti a seconda di come viene mangiato. Più a lungo si tiene in
bocca un alimento ricco di zuccheri o amidi, maggiore sarà la reazione placca-acido.

Questo non vuol dire che si devono eliminare tutti i cibi rischiosi. È la frequenza della
loro assunzione e la cadenza rispetto alla pulizia dei denti che è necessario regolare. È
sconsigliata l'assunzione frequente di alimenti contenenti zucchero o amido tra i pasti,
ma se dopo averli occasionalmente mangiati si spazzolano bene i denti, non vi saranno
danni ai denti. Al contrario, sono consigliati frutta (mele e pere), latte, verdure
(carote, sedano e spinaci), bevande non zuccherate (succhi di frutta al naturale),
gomme da masticare senza zucchero, yogurt.

 

2 - IGIENE ORALE

L’igiene orale è l’elemento fondamentale della prevenzione dentale.
L’igiene orale del bambino può iniziare fin dalla nascita con l’uso di una garza bagnata per detergere le gengive dopo ogni poppata mentre l’uso dello spazzolino inizierà con l’eruzione del primo dentino da latte (intorno ai 6 mesi circa).

Già a questa età il genitore si deve interessare alla salute dentale del proprio figlio, per cui è bene che sia visitato in bocca  dal pediatra o meglio ancora dall’odontoiatra pediatrico.

Comunque, se non è stato fatto già prima , almeno durante il primo anno di scuola materna il bambino deve essere fatto visitare da un odontoiatra pediatrico.

All’età di tre anni è bene che il genitore aiuti ancora il bambino alla pulizia dentale dopo i pasti principali, ma è altrettanto giusto che inizi a spazzolare anche da solo, per acquisire una corretta manualità.

Quando poi erompono anche gli altri denti, in particolare i molari decidui, è buona norma utilizzare anche il filo interdentale.

Una perfetta manualità non può essere comunque raggiunta prima di 8-10 anni, per cui l’aiuto dei genitori deve essere protratto fino a questa età, perlomeno una volta al giorno, prima di andare a letto. Come regola si può dire che quando il bambino è capace di gestire se stesso perché si lava da solo, si pettina da solo, si veste da solo e lo fa anche bene allora è in grado anche di spazzolare bene i denti da solo.

Se desiderate motivare i vostri bambini all’igiene orale per prima cosa dovete effettuare voi stessi una buona igiene orale con spazzolino e filo interdentale. Dovete essere dei modelli da imitare. Ai bambini lo spazzolamento dei denti non deve essere imposto, ma deve essere percepito dai piccoli come un evento importante per tutta la famiglia.
Il bambino piccolo cerca di imitare i genitori  e i fratelli più grandi, quando questo succede bisogna elogiarlo così egli si sentirà orgoglioso e tenderà a ripetere questo gesto fino a diventare una abitudine.

Subito dopo la comparsa del primo dentino nel cavo orale, questo è colonizzato dai batteri presenti
nella bocca che si annidano nelle anfrattuosità dello smalto formando una pellicola bianco-giallastra, la placca batterica.

Il ruolo della placca batterica nella formazione della carie è fondamentale in quanto utilizza gli zuccheri e gli amidi introdotti con l’alimentazione, formando gli acidiche sono in grado di causare l’insorgenza della carie. Ecco perché è importante rimuovere la placca batterica ed i residui alimentari con l’uso dello spazzolino. Si possono utilizzare delle pasticche rivelatrici che evidenziano dove si forma la placca, per rendere più efficace lo spazzolamento.

I dentini da latte sono importantissimi ed è per questo che bisogna averne cura fin dal principio con una corretta igiene orale.

I denti decidui infatti non solo hanno un ruolo fondamentale per lo sviluppo dei denti permanenti conservandone lo spazio e per la vita di relazione del bambino, ma permettono anche il corretto sviluppo delle ossa mascellari e di poter masticare e parlare correttamente.

Poiché i bambini non sanno come spazzolare i denti, saranno i genitori a farlo per loro e questo gioco dello spazzolino dovrà durare fino ai 3 anni di età, tale abitudine se ben insegnata sarà fondamentale per il comportamento durante tutto il resto della vita, sia come prevenzione della carie, sia come prevenzione e cura stessa della malattia parodontale. ( vedi istruzioni di igiene orale)

Durante il gioco dello spazzolino, i genitori devono lavare i denti con un movimento dello spazzolino che va dalla gengiva verso i denti, per portare via la placca e non spingerla contro la gengiva. Lo spazzolino inoltre non ha solo lo scopo di pulire i dentini ma anche quello di funzionare come mezzo di trasporto del fluoro.

E’ importante inoltre che subito dopo l’eruzione dei molaretti da latte i genitori usino il filo interdentale per disorganizzare la placca che si forma sulle superfici tra un dente e l’altro. Questi dentini sono infatti quelli dove più frequentemente si sviluppa la carie.

Dai 3 anni in poi bambini saranno più autonomi ed impareranno le corrette manovre di igiene orale lavandosi i denti insieme ai genitori che funzioneranno quindi da esempio per i loro piccoli.
Dai 6 anni in poi i bambini si laveranno i denti da soli, sempre sotto la supervisione di un genitore, tre volte al giorno, ovvero ogni volta che si mangia.

I denti da latte sono pertanto una “palestra” dove, tramite il gioco dello spazzolino, i bambini si esercitano per crescere e mantenere una bocca sana per tutta la vita.

Per un corretto uso dello spazzolino e del dentifricio è consigliabile fare una seduta con l’igienista dentale che spiegherà e insegnerà al piccolo paziente le istruzioni di una corretta igiene orale, alcuni consigli da seguire però sono:

1) lavare i denti ogni qualvolta mangiamo e soprattutto prima di andare a dormire
perché è proprio durante il sonno che la saliva, agente neutralizzante la placca
batterica, diminuisce notevolmente;

2) usare uno spazzolino con setole morbide e di grandezza adeguata alla nostra bocca
e sciacquarlo sempre molto bene dopo averlo usato;

3) ricordiamoci che è essenziale usare un dentifricio che contenga “fluoro”, per un
bimbo dai 2 ai 6 anni va raccomandato l’uso di dentifricio con una concentrazione di
fluoro non superiore alle 1.000 ppm, da consumare in media tre volte al giorno.

4) non usare mai lo spazzolino di un altro e sostituirlo ogni due, massimo tre mesi.

 

3 - FLUOROPROFILASSI

Il fluoro è un elemento che si è dimostrato utile nella prevenzione della carie, poiché
rafforza lo smalto dei denti, rendendolo più resistente agli attacchi da parte degli
acidi, e protegge dall’insorgenza della carie. In natura il fluoro si trova diffusamente
oltre che nelle acque domestiche, nel pesce, nella stragrande maggioranza delle
verdure, nel latte e in molto composti organici.


L’assunzione del fluoro avviene attraverso diverse modalità:


§ durante la gravidanza, la trasmissione del fluoro al feto avviene grazie
all’assunzione da parte della mamma di compresse di fluoro;
§ durante l’allattamento, è il latte stesso ad essere ricco di fluoro ma anche il
latte artificiale ne contiene quantità giuste;
§ durante lo svezzamento, gli alimenti per bambini o quelli naturali presentano
concentrazioni diverse di fluoro;
§ i prodotti per l’igiene orale (dentifrici, colluttori) ne contengono percentuali
variabili.

Una volta assunto, il fluoro è attratto dai tessuti mineralizzati e si deposita quindi
nell’osso e nei denti in fase di mineralizzazione, rendendoli più resistenti (azione
carioinibente). In fasi più avanzate della formazione dei denti, quando la corona è
ormai completamente formata, il fluoro può legarsi agli strati più superficiali del
tessuto, contribuendo a rinforzarlo.

Infine, dopo l'eruzione, se il fluoro è presente nel cavo orale in concentrazioni
sufficientemente elevate, si può fissare sulla superficie dello smalto, specie in
presenza di tessuto demineralizzato, favorendo la remineralizzazione di lesioni
cariose in fase iniziale (azione cariostatica).

E’ importante somministrare la giusta dose di fluoro al bambino, in quanto troppo poco
fluoro o addirittura niente non rafforzerà i denti e non li proteggerà dalla carie.

Kg mg cpr
5-10 0,25 1
10-15 0,50 2
15-20 0,75 3
20+ 1 1*

Legenda:

Kg mg
cpr
*
peso del bambini dose di fluoro compresse compressa da 1mg

Al contrario somministrare troppo fluoro porta all’insorgenza della fluorosi.

La fluorosi è un difetto qualitativo dello smalto (ipomineralizzazione) causato
da una eccessiva concentrazione di fluoro nello smalto dei denti durante la loro
mineralizzazione che si manifesta in maniera variabile con opacità ad effetto
marmorizzato, denti con chiazze bianche di dimensioni variabili fino a chiazze marroni
con perdita di smalto.

Per evitare l’insorgenza della fluorosi:

1 - usare dentifrici per bambini che hanno concentrazioni di fluoro specifiche;
2 - mettere una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino;

3 - prima di somministrare ulteriori fonti di fluoro consultare il pediatra o il
dentista pediatrico.

L’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha accertato l’importanza di una
corretta integrazione del fluoro durante la gravidanza a partire dal quarto mese,
ossia da quando nel feto comincia a formarsi la gemma dentale, per rendere più forti
e sani sia i denti da latte che i denti permanenti del bambino. Inoltre se la mamma
ha assunto la giusta percentuale di fluoro nel corso della gestazione, nei primi tempi
è consigliato non somministrare al neonato integratori a base di fluoro fino almeno
al sesto mese. Il fluoro si può assumere dalla gravidanza fino a 6 anni, mediante
compresse reperibili in farmacia. Si determina così una riduzione dell'incidenza della
carie dell' 80%. L'integrazione deve essere iniziata nel quarto mese di gravidanza, a
partire da quando inizia nel dente embrionale la formazione dell’organo dello smalto
e della dentina. Per questo l’efficacia del fluoro è massima durante la formazione di
scheletro e denti, mentre diminuisce in età adulta.

SOMMINISTRAZIONE

Alle dosi consigliate non vi è alcun rischio nell'assunzione di fluoro.
Il fluoro, se ingerito può essere tossico, ma la
dose che può dare luogo a tale effetto è superiore a 5 grammi al giorno.

Il sovradosaggio cronico avviene solo quando si superino notevolmente e
per un periodo continuato le dosi di fluoro raccomandate.
In questo caso, il rischio è quello della fluorosi, un danno estetico che
provoca macchie grigio chiaro-scure sui denti.

Dai 4 anni si può utilizzare nei bambini con alta cariorecettività un
collutorio allo 0.025% di fluoro per aumentare la resistenza del dente
all’attacco degli acidi.
Inoltre è possibile effettuare, dall’igienista, applicazioni di gel al fluoro
ogni 6 mesi.

 

4 - VISITE PERIODICHE DAL DENTISTA


Mentre un paziente adulto, predisposto a patologie di denti e  gengive,  dovrebbe fare
il controllo odontoiatrico ogni sei mesi, il piccolo paziente dovrebbe essere visto dal
dentista ogni 4 mesi.
Il motivo di queste visite così frequenti è che i bambini hanno maggiore
predisposizione alla carie dentale sia per un'alimentazione più ricca di carboidrati, sia
per una minore manualità ad effettuare una buona igiene orale e soprattutto perché
la bocca di un bambino è in continua evoluzione dal punto di vista ortodontico. Sarà
l'odontoiatra pediatrico, dopo la prima visita, che suggerirà la frequenza ottimale dei
controlli e le misure più opportune per una corretta prevenzione sia delle patologia
cariosa che della malocclusione.
In linea di massima se un bambino all'età di tre o quattro anni non ha avuto più di una
carie e non presenta problemi ortodontici rilevanti può effettuare controlli periodici
semestrali o al massimo annuali, altrimenti è bene controllare il bambino ogni quattro
mesi o al massimo ogni sei mesi.



5 - SIGILLATURA DEI SOLCHI E DELLE FOSSETTE

La sigillatura dei denti consiste nell’applicare una pellicola protettiva di materiale
composito o vetroionomerico  sui solchi profondi dei denti permanenti in particolare
i primi molari che erompono a 6 anni. Queste sostanze  proteggono le superfici
masticanti dei denti posteriori, frequentemente soggette nei bambini alla carie
dentale per vari motivi: i bambini a sei anni hanno scarsa manualità nel lavare
correttamente i denti, i molari sono più difficoltosi da detergere bene sia per la loro
posizione sia perché i solchi di questi denti appena erotti sono molto profondi.
L’applicazione di queste sostanze è veloce, indolore ed è un ottimo modo per iniziare
un bambino alle cure odontoiatriche. Le sigillature vanno controllate periodicamente
e se si staccano vanno riapplicate, in genere però durano diversi anni. Tutti i bambini
possono trarre giovamento dalla sigillatura, anche chi non ha mai avuto carie e già
effettua prevenzione con il fluoro.
Il fluoro è molto efficace come prevenzione, ma a volte non è sufficiente a prevenire
la carie delle superfici masticanti dei molari permanenti. Statisticamente nei pazienti
di età inferiore ai 15 anni l’80% delle carie si sviluppano proprio su queste superfici.
La sigillatura è diventata oggi un’arma indispensabile nella lotta contro la carie, ma
è molto importante che venga effettuata precocemente, subito dopo l’eruzione del
dente permanente, altrimenti potrebbe essere troppo tardi.
A  volte i molari permanenti sono già cariati ancor prima di terminare lo loro eruzione,
questo perché cibo e placca si annidano tra la gengiva ancora non perfettamente
riassorbita e la corona del dente in eruzione. Durante le varie settimane che il dente

impiega per erompere completamente, se i genitori non aiutano il bambino a pulire
perfettamente questo dente,  succede spesso che si formi la carie.
Per concludere i genitori devono controllare attentamente quando, verso i sei anni,
iniziano a spuntare i primi molari permanenti, in genere poco prima o poco dopo la
caduta dei primi incisivi da latte. Aiutare il bambino nella pulizia di questi nuovi denti
e appena sono completamente erotti è bene far applicare dal dentista pediatrico il
sigillante.
Mentre ci si accorge degli incisivi perché cadono quelli da latte, di solito non
ci si accorge dei molari, perché spuntano senza che cada nessun dente deciduo
corrispondente: erompono subito dietro agli ultimi molari da latte sia nella mandibola
che nella mascella

Molti genitori quando vedono una carie su un dente da latte e il bambino non lamenta
fastidi non si preoccupano, perché pensano che tanto è un dente che dovrà cadere
e quindi curarlo sarebbero solo soldi sprecati. Poi però corrono dal dentista quando
il bambino piange la notte per il mal di denti o ha il viso gonfio per un ascesso o
semplicemente ha l’alito cattivo o quando vedono erompere i denti permanenti
disallineati  (i cosiddetti “sopradenti”).

La cura e la prevenzione della carie dei denti da latte è il modo migliore e meno
costoso per avere denti permanenti sani e ben allineati.

La distruzione o peggio la perdita dei denti decidui, oltre ad esporre il bambino
ad infezioni per lungo tempo, provoca lo spostamento o l’inclinazione in avanti dei
molari permanenti e quindi la necessità  di lunghe terapie ortodontiche per correggere
l’affollamento dentario conseguente. Anche nel bambino che ha già problemi
ortodontici congeniti e ha comunque la necessità di un trattamento ortodontico,
l’affollamento dentario conseguente alla perdita dei denti da latte aggrava la prognosi
e il trattamento ortodontico  diventa più complesso e costoso.