Esistono delle tecniche di implantologia, anche avanzata, che hanno la finalità di ridurre i tempi e l'invasività delle procedure e/o la possibilità di superare i limiti anatomici che si possono presentare. Il nostro approccio chirurgico mira sempre alla soluzione meno invasiva per il paziente, soprattutto in quanto si ottiene una guarigione migliore in tempi più rapidi. Queste tecniche per essere applicate hanno bisogno di una condizione anatomica di partenza favorevole (soprattutto per quanto concerne la chirurgia senza lembo "flapless") e di un approfondito studio del caso effettuato attraverso esami radiografici specifici (dentascan o cone-beam). 

CHIRURGIA FLAPLESS

Quindi quando le condizioni anatomiche lo consentono (presenza di adeguato volume di osso e di gengiva cheratinizzata) e previo un attento studio radiologico del caso, è possibile inserire gli impianti passando attraverso la gengiva, senza scollarla. Questa tecnica migliorala guarigione dei tessuti e riduce l'infiammazione post-chirurgica rendendo l'intervento di implantologia assolutamente non traumatico e minimamente invasivo.

 

Intervista al dott. Pierluigi Pelagalli 

Dott. Pelagalli, Lei è sempre stato un fautore e precursore di tecniche implantari non invasive,

Quali sono i presupposti clinici e biologici di questa filosofia?

“ Innanzitutto il miglioramento e la maggior diffusione di esami diagnostici specifici

quali la radiologia tridimensionale grazie all’avvento di nuove tecnologie quali 

il cone beam che permette al dentista di effettuare l’esame  in studio, ottenendo

un’ altissima definizione di immagini radiografiche 3D con basse dosi di radiazioni 

per il paziente. Quindi un esame che in passato era riservato alle situazioni cliniche

 più complesse oggi può utilizzato di routine. Inoltre la possibilità di elaborare queste 

immagini per la progettazione e la simulazione dell’intervento

grazie a software dedicati, ci consente di poter essere meno invasivi al momento

 dell’intervento chirurgico e, ad esempio, non dover scollare la gengiva per inserire

 l’impianto o comunque limitarci a piccolissime incisioni. Oltre a questo l’evoluzione

 delle tecniche e l’utilizzo di impianti sempre più performanti”

Quali sono i vantaggi della implantologia non invasiva?

“ Si hanno molteplici vantaggi: innanzitutto il minor disagio per il paziente che da 

subito dopo l’intervento può riprendere le proprie attività sia lavorative che 

di relazione. La non invasività permette di accedere all’ implantologia a pazienti

di tutte le età, in corso di terapie anticoagulanti o con altri farmaci senza la 

necessità di doverli sospendere. Infine, ma non ultimo, il vantaggio biologico di 

una migliore e più rapida guarigione dei tessuti in assenza di esiti cicatriziali”

Con le tecniche non invasive si possono inserire impianti in tutte le situazioni cliniche?

“ quasi sempre si; sono veramente poche le situazioni in cui dobbiamo far precedere 

l’intervento di inserimento impianti da interventi di rigenerazione e ricostruzione ossea.

Grazie ad esempio ad impianti corti ( 5 - 6,5mm) di ultima generazione è possibile

 riabilitare creste molto atrofiche in un unico tempo chirurgico e comunque anche le 

tecniche rigenerative si sono evolute e possono risultare meno invasive ad esempio 

con l’utilizzo di osso di banca premodellato “

Quindi non c’è più motivo di aver paura dell’implantologia?

“ Assolutamente no, e per i più ansiosi abbiamo a disposizione tecniche di sedazione

anch’esse non invasive quali la sedazione cosciente con protossido d’azoto che 

elimina completamente l’ansia e permette anche a pazienti odontofobici di superare

 la paura dal dentista”.

 

 Vediamo alcuni casi clinici effettuati recentemente:
 
Paziente 1: inserimento di un impianto per la sostituzione dell'elemento 3.6. C'era la necessità di incrementare la gengiva cheratinizzata e questo è stato ottenuto contestualmente all'inserimento implantare grazie all'incisione di un micro lembo gengivale.
 

Paziente1: foto pre e durante l'intervento;


Paziente1: foto a 2 settimane dall'intervento            Paziente1: foto a 3 mesi dall'intervento

 

 Riabilitazione completa dell'arcata superiore con chirurgia flapless ( senza lembo chirurgico) ed applicazione di una protesi fissa su impianti nell'arco di 8 ore.

  Caso iniziale edentulia totale superiore                   inserimento di 6 impianti senza incisioni chirurgiche

   presa dell'impronta nell stessa seduta                     consegna della protesi fissa dopo 8 ore

 

 

Paziente 3: caso in cui sono stati utlizzati impianti corti per ovviare alla scarsa altezza di osso disponibile

 

 Ortopanoramica iniziale: si evidenza la scarsa altezza di osso disponibile

 

Progettazione del posizionamento degli impianti con software di progettazione implantare su esame cone-beam 3D

 Radiografia di controllo dopo l'inserimento di impianti di lunghezza 5mm e 6,5mm a distanza di sicurezza dal canale mandibolare

 

 

 

 

  Caso ultimato dopo l'applicazione delle corone protesiche in oro-ceramica